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Nel corso degli anni, da parte degli Enti previdenziali, parte dei contributi dei lavoratori sono stati investiti in beni immobili, a garanzia delle future prestazioni (pensioni).La cattiva gestione del patrimonio immobiliare pubblico, non ha mancato di procurare danni alle casse dei relativi Enti. La circostanza, unita all’esigenza del Governo d fare cassa ha portato alla vendita di tutto il patrimonio immobiliare degli Enti previdenziali, come Inps, Inpdap e Inail, compresi gli immobili strutturali (ossia adibiti a propri uffici), con la conseguenza che ora risultano locatari degli stessi immobili, per i quali pagano un fitto considerevole. Non sono mancate polemiche intorno alla cartolarizzazione degli immobili pubblici. Quelli più fatiscenti sono stati venduti agli inquilini a prezzi diciamo “equi”, in considerazione della tipologia delle case, senza sottovalutare l’aspetto sociale dell’operazione, mentre gli immobili di prestigio, di particolare valore, sono stati svenduti a prezzi irrisori rispetto a quelli di mercato, con il solito sistema clientelare. Indipendentemente dalla correttezza con la quale si procede a queste dismissioni, il prezzo di queste case risulta molto buono. Infatti, è previsto uno sconto del 30% sul prezzo di mercato, al quale si aggiunge di un ulteriore sconto del 10-15% se viene comprato l’intero stabile. Infine, nella determinazione del prezzo bisogna tener conto dello stato di conservazione dell’immobile. Le agevolazioni più vantaggiose sono in genere previste per chi compra la casa che abita.
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