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Affitto ed imposta sul reddito |
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L’ IRE ossia l’imposta sul reddito si calcola sul “reddito complessivo” del contribuente, che comprende – tra l’altro – anche i cosiddetti “Redditi Fondiari”, derivanti da case (fabbricati) e terreni. Per le case abitate direttamente dal proprietario, l’imposta si calcola sulla rendita catastale, mentre per le case concesse in locazione l’ imposta si applica sul canone indicato nel contrato, se superiore alla rendita catastale rivalutata, altrimenti si calcala su quest’ ultima. Sinteticamente, abbiamo tre tipi di contratto: equo canone, canone convenzionale, libero mercato. L’imposta va calcolata sull’85% del canone di locazione. La detrazione forfettaria del 15% viene riconosciuta per le spese di manutenzione dell’immobile. Per gli immobili affittati a canone convenzionale è prevista un’ulteriore detrazione del 30%. In realtà, prima di procedere all’ulteriore detrazione del 30%, è necessario confrontare la rendita catastale rivalutata ( del 5%) e l’85% del canone di locazione. L’ulteriore riduzione del 30%, va operata sull’importo più elevato. Dal canone di locazione devono essere detratte le spese condominiali se comprese nel canone. Non vanno dichiarati i canone non percepiti per morosità del locatario, purché entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi sia intervenuta la convalida di sfratto per morosità. In questo caso l’IRE si paga sulla rendita catastale. Ancora l’IRE si paga sulle rendita catastale se l’unità immobiliare è stata data in uso gratuito al coniuge o ad un parente entro il terzo grado o ad un affine entro il secondo, purché questi vi dimora abitualmente e la circostanza risulti all’anagrafe.
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